Magico Palermo – Omaggio alla U.S. città di Palermo
In un contesto locale e, più in generale, internazionale, caratterizzato da problemi sociali, disoccupazione, catastrofi naturali e conflitti sanguinosi, nel 2004 a Palermo si è verificato un importante evento apparentemente ludico, ossia la promozione del Palermo calcistico nel torneo più ambito, la serie A del campionato italiano.
Questa circostanza, a lungo attesa, è maturata in un clima di crescente esaltazione e, lungi dal volerle attribuire connotazioni vitali, ha rappresentato un riscatto festoso della città e uno di quei rari momenti di gioia unanime che unisce i ceti sociali più diversi e le categorie umane più disparate. A ben vedere, i festeggiamenti spontanei dei palermitani per la promozione della squadra calcistica cittadina possono essere per certi versi paragonabili ad altre manifestazioni “rituali” sia sacre (festa di santa Rosalia) sia profane (il Carnevale): contesti in cui si estrinsecano i valori archetipici che regolano i codici comportamentali intesi alla riaffermazione dell’identità locale e alla propiziazione di un futuro spesso minacciato da incertezza e precarietà. La festa calcistica ha assunto per questo carattere di solennità poiché è stata condivisa praticamente da tutti. Essa è stata mostrata e raffigurata in musica, in danze, in acuti aforismi scritti su cartelli, in forma di colore e di travestimento, in forma di gadget e di caratterizzazione degli abiti, nell’addobbo di strade, piazze, automobili, negozi e abitazioni private. Tutti segni che si pongono in continuità con le forme dell’espressività tradizionale e che la UndaMaris si è occupata di analizzare e discutere grazie al contributo di specialisti (antropologi, sociologi della comunicazione, etnomusicologi ecc.) nell’ambito di un seminario dal titolo “Palermo in serie A: valori simbolici e pratiche cerimoniali di una tribù del calcio”, realizzato con la sponsorizzazione della Provincia Regionale di Palermo. L’estensione naturale di queste espressioni popolari si manifesta anche nel canto e nei cori e, difatti, quasi simultaneamente alla promozione del Palermo è nata spontaneamente l’esigenza di rendere un tributo musicale a tale avvenimento. E’ stato pertanto composto un brano di omaggio, una sorta di pacifico “canto di vittoria” che non è solo un inno calcistico dai toni trionfali ma l’espressione della appropriazione (per taluni acquisita – anche attraverso la crescita sportiva della città – per altri rinnovata) di quelle radici e di quei valori antichi che da Palermo e dalla sua storia si estendono verso nel mondo e verso il futuro. La melodia orecchiabile conferisce altresì al testo quelle caratteristiche di cantabilità che rappresentano un collante “trasversale” per la società e per l’estrinsecazione di una gioia condivisa. La voce solista è quella di Federica Foresta, una bambina di otto anni dalle straodinarie virtù canore mentre l’accompagnamento è stato affidato al coro dei non vedenti dell’Istituto di Palermo “Florio & Salamone”. Nell’ideazione del brano, nella focalizzazione dei suoi significati e nella sua esecuzione si è centrato, come si vede, anche l’aspetto sociale nelle sue molteplici forme: la festa pacifica, la comunione della fede calcistica, l’attenzione alle categorie sociali meno avvantaggiate e, non ultimo, l’impegno di affiancarsi a contesti di utilità sociale quali, ad esempio, quelli promossi dalla Missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte, sostenitore morale di questo progetto.
Canta: Federica Foresta
Orchestra Musica Contemporanea Coro dei non vedenti dell’Istituto dei ciechi Opere riunite I. Florio e F. e A. Salamone Responsabile del coro: Maria Antonietta Lo Cicero
Sax alto: Orazio Maugeri
Musica di: Davide Vaccaro e Aurelio Fragapane
Arrangiamento: Aurelio Fragapane
Testo: Filly Di Chiara, Domenico Napoli, Salvo Foresta
Registrazione, editing e missaggio effettuati presso: Unda Maris Studio da Aurelio Fragapane
